hotel cervia

Hotel Milano Marittima, la città giardino per la ricca borghesia milanese

Quando nell'ultimo ventennio dell'Ottocento si costruì la ferrovia, quel piccolo lembo di Cervia tra pineta e saline oggi conosciuto come Milano Marittima, non era altro che un territorio malsano e paludoso, abitato da una popolazione povera ed analfabeta, dedita all'estrazione, lavorazione e commercio del sale, e secondariamente occupata nell'agricoltura e nella pesca.

Nel 1889 la costruzione della ferrovia diede un primo significativo sviluppo turistico. Ma fu solo nei primi anni del nuovo secolo che un gruppo di visionari ed intraprendenti imprenditori del capoluogo lombardo decise di investire impegno e denaro nella realizzazione di un sogno ad occhi aperti, una utopia portata miracolosamente a compimento, trascinata faticosamente alla realtà dal terreno etereo e sfuggente di un antico ideale di perfezione.

Così nel 1907 l'Amministrazione Comunale di Cervia stipulò un accordo con la ditta Maffei, una delle più potenti e importanti imprese famigliari meneghine, che si impegnò a costruire laddove c'era una vasta area incontaminata di 12 ettari, una sterminata pineta di circa due milioni di piante percorsa dal galoppo di cavalli selvaggi, a nord del porto canale di Cervia, villini, parchi e giardini.

Decisivo si rivelò il contributo di un poliedrico e capace artista di origini cremonesi. Il pubblicitario, cartellonista, figurinista, illustratore, scenografo e docente Giuseppe Palanti, che ispirandosi all'idea della "città giardino", l'innovativo progetto che l'architetto Ebenezer Howard aveva realizzato nell'Inghilterra dell'Ottocento per contrastare il degrado provocato dall'industrializzazione e dall'esplosione demografica, realizzò un'esperienza straordinaria, unica in Italia, costruendo ex novo una città delle vacanze per la ricca borghesia milanese, all'interno di un piano regolatore che prevedeva uno sviluppo compatibile con l'ambiente e progettata sul modello parigino, con rotonde e larghi viali per le passeggiate cittadine.

Tante insomma le suggestioni ed i rimandi che guidarono Palanti nella realizzazione di un giardino armonicamente integrato nel tessuto urbanistico ed architettonico, di quel moderno moderno stabilimento balneare che doveva accogliere nella salubrità della pineta e del mare Adriatico i milanesi nella nuova avventura delle villeggiature marittime che stavano decollando nella riviera romagnola.

Il risultato fu questo piccolo gioiellino il cui nome tradisce ancora le sue origini ed il forte legame con la Milano da bere, quella più ricca e benestante, diviso tra il mare, la riserva naturale delle saline, il litorale attrezzatissimo e modaiolo ed una ricchissima vita mondana giocata nei viali tra sontuose boutique, vivaci caffè, ristoranti ricercati e locali notturni di tendenza.